Il Blog di Patria e Costituzione

Audizione commissione bilancio decreto Milleproroghe Audizione commissione bilancio decreto Milleproroghe

Audizione commissione bilancio decreto Milleproroghe

Vi segnaliamo l’audizione in Commissione Bilancio e Commissione Affari Costituzionali della Camera del prof Ugo Arrigo e del prof Massimo D’Antoni sull’art. 35 del Decreto Milleproroghe dedicato alle concessioni autostradali. Ricostruiscono una vicenda almeno ventennale che ha portato a garantire rendite miliardarie ai gestori privati, a scapito della sicurezza e delle tasche dei cittadini. Il problema non è la malagestione del ponte Morandi. Non si risolve con la revoca della relativa concessione. È passaggio necessario. Ma non sufficiente. Il problema è il modello disegnato per garantire mega rendite. La soluzione che propongono D’Antoni e Arrigo consentirebbe di recuperare il primato dell’interesse pubblico, ma gli ostacoli nella maggioranza e, ancora di più, nelle opposizioni sono enor ...


16 gennaio 2020 di Redazione
Quel conflitto secolare tra il capitale e il tempo libero Quel conflitto secolare tra il capitale e il tempo libero

Quel conflitto secolare tra il capitale e il tempo libero

Il progresso tecnologico costituisce una via tradizionale usata dal capitale per superare le proprie crisi, attraverso la creazione di nuovi bisogni e nuovi mercati, e l’aumento della produttività del lavoro, a prezzo dell’espulsione di manodopera dal processo produttivo. Il declino del compromesso fordista, che aveva permesso a sindacati e management di “spartirsi il bottino” dello sviluppo tecnologico, ha aperto una transizione nella quale crisi capitalistica e innovazione tecnologica stringono il lavoro in una spirale dalla quale non si intravede via d’uscita. La sinistra annaspa, ed i suoi movimenti scomposti contribuiscono a stringere il nodo della spirale attorno alla gola dei subalterni. Invece bisognerebbe liberarsi con un taglio netto, trasformando la spirale crisi-innovazione tec ...


7 gennaio 2020 di Redazione
Caro Renzi, prima di difendere i rentier di Autostrade studia Caro Renzi, prima di difendere i rentier di Autostrade studia

Caro Renzi, prima di difendere i rentier di Autostrade studia

Le autostrade sono un monopolio naturale. Vuol dire che non esiste concorrenza “nel mercato”: nello sciagurato esempio del Ponte Morandi a Genova, non vi era un’autostrada alternativa alla A10 da utilizzare e così mettere in competizione Atlantia e un altro gestore. In tale quadro, la scuola liberista ha codificato la cosiddetta concorrenza “per il mercato”: il mercato non c’è, ma lo approssimiamo con la regolazione pubblica: gara per la concessione di un bene pubblico e controllo indipendente sulla gestione, preferibilmente attraverso un’Agenzia ad hoc. Interessi economici fortissimi e una politica ancillare e senza più autonomia culturale hanno realizzato il modello, in cima alla lista delle “riforme strutturali” raccomandate dal Washington e dal Bruxelles Consensus, presentato come ne ...


5 gennaio 2020 di Redazione
Intervista a Stefano Fassina: L’attuale assetto dell’Ue contraddice i nostri principi costituzionali Intervista a Stefano Fassina: L’attuale assetto dell’Ue contraddice i nostri principi costituzionali

Intervista a Stefano Fassina: L’attuale assetto dell’Ue contraddice i nostri principi costituzionali

Stefano Fassina è un deputato del gruppo parlamentare Liberi e Uguali, nelle cui liste è stato eletto. Ha fondato nel 2018 il movimento Patria e Costituzione, che coniuga il recupero della sovranità popolare con temi tipici del keynesismo e del socialismo. Lo abbiamo intervistato per conoscere l’opinione di un “sovranista di sinistra” su temi di attualità, dal Mes alla globalizzazione. A trent’anni dalla svolta neoliberista, quali sono le possibilità per lo Stato di recuperare la sua sovranità e di gestire la globalizzazione? L’obiettivo è molto difficile da raggiungere, sebbene sia un obiettivo necessario, perché purtroppo i processi storici non sono facilmente reversibili. Quindi semplicemente tornare indietro è una strada ostruita. Bisogna capire come recuperare elementi di sovranità in ...


28 dicembre 2019 di Redazione
Il ritorno della rendita: come pochi oligarchi si spartiscono l’Italia e le sue ricchezze Il ritorno della rendita: come pochi oligarchi si spartiscono l’Italia e le sue ricchezze

Il ritorno della rendita: come pochi oligarchi si spartiscono l'Italia e le sue ricchezze

In questo scorcio di anno si leggono notizie interessanti e significative nel quotidiano di Confindustria e financo sul giornale-partito di Repubblica. Notizie a volte confinate nelle pagine economiche del lunedì, dove si lanciano allarmi per l’arresto del Paese anche nelle sue presunte aree forti del Nord, a volte sparate in prima pagina come l’intervista al ministro Gualtieri che rilancia il ruolo dello Stato in economia, seppur sotto la voce “fallimenti del mercato”. Ma, con sottile presa per il culo, è sul sole24Ore che si leggono delle vere perle, come l’articolo del 22 dicembre sul paradosso dei numeri italiani: povertà, evasione e ricchezza. Già il titolo è indicativo: come può darsi povertà dove c’è ricchezza? E noi nemmeno balbettando che proviamo a ribadire che c’è ricchezza perc ...


27 dicembre 2019 di Redazione
La legge per la revoca delle concessioni c’è, basta solo applicarla La legge per la revoca delle concessioni c’è, basta solo applicarla

La legge per la revoca delle concessioni c'è, basta solo applicarla

Assurdo il comportamento di Renzi, il quale ritiene, che per revocare le concessioni delle autostrade a Benetton sia necessaria una legge ad hoc. La legge c’è ed è il codice degli appalti (decreto legislativo n.50 del 2019, art. 176, comma 5-bis), il quale prevede che in caso di inadempimento da parte del concessionario l’amministrazione deve far ricorso alla risoluzione per inadempimento, di cui all’articolo 1453 del Codice civile, salvo il risarcimento del danno. Dunque la concessione ad Atlantia rientra nei poteri di autotutela della pubblica amministrazione, e la sua revoca è ineludibile. La prova dell’inadempimento da parte di Atlantia sta nel crollo del Ponte di Genova, che ha comportato 43 morti e numerosissime altre omissioni di manutenzione autostradale. È vergognoso che in Parlam ...


23 dicembre 2019 di Redazione
Su autostrade governo vada avanti Su autostrade governo vada avanti

Su autostrade governo vada avanti

Finalmente, dopo una lunga gestazione, grazie al Ministro Patuanelli, arrivano le norme per la revoca delle concessioni autostradali e per l’azzeramento degli indennizzi. È un passo importante per ricostruire il primato dell’interesse pubblico sugli interessi privati dei concessionari ai quali, a partire da Atlantia, sono state garantite rendite enormi. I contratti di concessione, scritti sotto dettatura dei concessionari, prevedono clausole capestro per lo Stato, sempre e comunque a vantaggio dei privati. Con la gradualità necessaria, le concessioni vanno revocate. Le autostrade, come gli aereporti, sono monopoli naturali. Pertanto, la gestione privata determina, come avvenuto ovunque, aumenti delle tariffe, investimenti minimi, mega-rendite ai gestori e costi insostenibili per controlli ...


22 dicembre 2019 di Redazione
There is no alternative, e queste sono le conseguenze There is no alternative, e queste sono le conseguenze

There is no alternative, e queste sono le conseguenze

Il risultato delle elezioni inglesi conferma la forza d’urto dell’ondata di destra che attraversa l’intero spazio politico euroatlantico. Il caso britannico, pur con le dovute specificità, può essere letto come culmine di questo ciclo lungo. Come uscirne? La battaglia politica si struttura nella società di massa lungo due assi, l’asse del conflitto tra valori  e identità e quello tra interessi materiali contrapposti. Il socialismo ottocentesco era nato sulla saldatura tra difesa degli interessi dei lavoratori e difesa dei valori progressisti. Emancipazione sociale e culturale andavano a braccetto. L’antifascismo aveva costituito il culmine di questa saldatura (il fascismo come reazione padronale e notte della ragione), che poi aveva contraddistinto l’epoca delle grandi rivendicazioni dell’ ...


19 dicembre 2019 di Redazione
Riforma elettorale : Istruzioni per l’uso Riforma elettorale : Istruzioni per l’uso

Riforma elettorale : Istruzioni per l'uso

Parlare di riforma elettorale, in Italia, provoca oramai, anche tra coloro che si nutrono quotidianamente di politica, un moto di irrefrenabile fastidio. Questa reazione potrebbe essere quanto meno limitata se quanti ne scrivono sui giornali riuscissero a spiegare le cose e non cadessero in clamorosi ed elementari strafalcioni nella loro grammatica politica e istituzionale (come quando, ad esempio, parlano di “proporzionale” o di “maggioritario” senza ulteriori specificazioni: il che vuol dire, letteralmente, parlare del nulla). Semplicemente, molti non sanno nemmeno di cosa si parla: fanno eccezione, è doveroso ricordarlo, gli articoli di Andrea Fabozzi sul “Manifesto”. Detto questo, un modo forse più interessante di parlare di leggi e di riforme elettorali è quello che muove da un altro ...


17 dicembre 2019 di Redazione
Cosa è successo in umbria Cosa è successo in umbria

Cosa è successo in umbria

Bastano i dati per commentare le elezioni regionali umbre  di poche settimane fa. Nel 2008 la coalizione di centro sinistra che elesse rita lorenzetti  prese 250.000 voti, oggi quella che ha sostenuto bianconi 93.000 voti. I consensi sono andati alla destra  e sono elettori  completamente provenienti dallo schieramento progressista. Al netto delle tendenze nazionali e internazionali che vedono la destra primeggiare un po ovunque, sicuramente esiste una specificita’ umbra. Infatti l’umbria e’ stata con bologna una delle capitali del regionalismo. Pero’ l’umbria nacque con una matrice istituzionale diversa. Infatti  nella seconda meta dell’ottocento il cardinale antonelli per disegnare l’assetto istituzionale della reegione uso’ i mandamenti mentre per l’emilia uso’ le provincie, Su questa b ...


16 dicembre 2019 di Redazione
Mes: se poco cambia perché niente deve cambiare Mes: se poco cambia perché niente deve cambiare

Mes: se poco cambia perché niente deve cambiare

(articolo scritto con Sergio Cesaratto) Niente di nuovo sotto il sole. Così ha argomentato nella sua audizione il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri a proposito del nuovo MES (il Meccanismo Europeo di Stabilità): la possibilità di ristrutturazione del debito pubblico è già presente nell’attuale versione del trattato e quindi gli allarmi sollevati per le modifiche sono ingiustificati. Eppure tra i primi a sollevare dei dubbi erano stati economisti che, quanto a fedeltà all’ortodossia europea, sono al di sopra di ogni sospetto. Giampaolo Galli, già deputato del Pd, aveva scritto un articolo nel quale, pur con cautela, metteva in fila gli elementi problematici della riforma. Egli ricordava l’episodio della famosa “passeggiata di Deauville” di Merkel e Sarkozy dell’ottobre 2010: il fat ...


14 dicembre 2019 di Redazione
Brevi riflessione in merito alle ordinanze di rimessione della Corte d’Appello di Napoli Brevi riflessione in merito alle ordinanze di rimessione della Corte d’Appello di Napoli

Brevi riflessione in merito alle ordinanze di rimessione della Corte d’Appello di Napoli 

Ad appena due anni e mezzo dall’introduzione della legge n. 92 del 2012 in tema di apparato sanzionatorio per il licenziamento illegittimo, il Governo Renzi è ritornato sul tema nell’ambito del cosiddetto Jobs Act, cioè della legge di delega 10 dicembre 2014, n. 183, cui è stata poi data attuazione, sul punto, con il d.lgs. 4 marzo 2015, n. 23. L’ex Premier Matteo Renzi intendeva, con la forte attenuazione delle regole protettive in caso di licenziamento (legata solo all’anzianità di servizio), ottenere, nel breve periodo, un forte rilancio dell’occupazione. Tale rilancio, però, non è mai avvenuto e, con la forte urgenza di riconquistare visibilità (o competitività) politico-elettorale, il Governo Corte I, viste anche le forti critiche e i dubbi sollevati dalla dottrina e dalla giurisprude ...


9 dicembre 2019 di Redazione
MES: Una riforma inutile e dannosa MES: Una riforma inutile e dannosa

MES: Una riforma inutile e dannosa

Viste le origini e l’assetto del MES, occorre valutarne le prospettive in vista della imminente scadenza prevista per l’ipotesi di revisione. Il testo che riforma il Trattato istitutivo del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) è stato approvato dall’Eurogruppo nel giugno del 2019 e dovrà ora essere adottato ufficialmente dai Capi di Stato e di Governo dell’Area Euro nel Dicembre di quest’anno. Ci troviamo quindi ad uno stadio molto avanzato del processo decisionale ed i margini per eventuali modifiche del testo sono molto risicati. L’Italia potrebbe quindi trovarsi di fronte ad uno scenario “prendere o lasciare”. Ci sono molte ragioni per le quali l’Italia dovrebbe “lasciare”, ovvero opporsi alla ratifica del nuovo Trattato. I dettagli della riforma sono stati spiegati molto bene su ...


2 dicembre 2019 di Redazione
I padroni degli articoli I padroni degli articoli

I padroni degli articoli

“Chi decide come si fonda un partito, i giudici o i cittadini?” ha sbottato via Twitter Matteo Renzi, a proposito dell’inchiesta della magistratura sui presunti finanziamenti illeciti pervenuti al renzismo per mezzo della Fondazione Open. In effetti in democrazia a decidere della vita interna ai partiti non dovrebbero essere i giudici. Ma neppure armatori, possessori di cliniche private, amministratori delegati di grandi gruppi farmaceutici e tutta la pletora di corporazioni che hanno gettato i loro occhi interessati sulla nuova creatura politica a cui l’ex premier ha dato vita. A prescindere dalla liceità o meno di quei finanziamenti, dovrebbe essere evidente il loro carattere distorsivo nei confronti della vita di un paese che si dice democratico. Ma così non è, se è vero che la totalità ...


2 dicembre 2019 di Tommaso Nencioni
Mes: spinge al default. Il Governo non ha mandato a firmare, riconosca la funzione del Parlamento Mes: spinge al default. Il Governo non ha mandato a firmare, riconosca la funzione del Parlamento

Mes: spinge al default. Il Governo non ha mandato a firmare, riconosca la funzione del Parlamento

Il Meccanismo europeo di stabilità (Mes) non è nel programma sul quale il Governo Conte ha avuto la fiducia di Camera e Senato. Il Pd eviti forzature. Sul Mes, il Parlamento italiano non “si è svegliato tardi”. Al contrario, il 19 Giugno scorso, ha impegnato in modo molto chiaro il governo a “render note alle Camere le proposte di modifica al trattato ESM, elaborate in sede europea, al fine di consentire al Parlamento di esprimersi con un atto di indirizzo e, conseguentemente, a sospendere ogni determinazione definitiva finché il Parlamento non si sia pronunciato.” Come noto, il Parlamento non è stato chiamato a pronunciarsi nel merito. Non vi può essere stata, quindi, nessuna determinazione definitiva, né può esservi il 13 Dicembre. Senza ulteriori drammatizzazioni, il governo riconosca ...


1 dicembre 2019 di Redazione

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