Incontro con Paolo Berdini

(report – giovedì 18 giugno 2020)

Si è svolto giovedì 18 giugno organizzato da RomaVentuno – XII° Municipio l’incontro con Paolo Berdini per discutere insieme del suo articolo “Ricostruire Roma” dalle 17,30 alle 19 circa.

La discussione è stata particolarmente ricca toccando temi quali:

  • la responsabilità delle ultime giunte comunali nello svuotamento del centro città abbandonato al turismo mordi e fuggi, al proliferare dei bed & breakfast, e per la costruzione nella cintura oltre il raccordo di ben 80 centri commerciali, mentre la maggior parte della popolazione vive nelle periferie, nella “non città”. Dietro a queste politiche ci sono interessi socio-economici ben precisi, quelli del capitale finanziario e delle rendite. Il PD oramai rappresenta in larga misura questi interessi, mentre i 5 stelle che pure hanno ottenuto un largo consenso nelle periferie romane hanno largamente deluso chi li aveva sostenuti per la loro inconsistenza politica;
  • il degrado della città e dei servizi pubblici è anche dovuto alle scarse risorse a disposizione dei comuni, la distribuzione delle quali oltretutto penalizza proprio Roma, per esempio rispetto a Milano. Mentre la UE, a causa del Covid-19, ha sospeso temporaneamente il Patto di stabilità per gli stati membri, così lo Stato italiano non ha fatto per le Regioni e gli enti locali. Inoltre, lo Stato non riconosce con adeguati finanziamenti il suo ruolo di capitale come fa la Francia con Parigi e la Germania con Berlino;
  • le periferie sono state salvate soltanto grazie a un imponente moto di solidarietà organizzato da associazioni di volontariato laico e cattolico. La funzione di supplenza svolta in tempi normali da queste associazioni, in tempi di coronavirus è diventata l’unica ancora di salvezza per tante persone in difficoltà;
  • la politica di privatizzazione della sanità della giunta regionale guidata da Zingaretti con esempi legati alla questione del Forlanini mentre la sede del poliambulatorio è in affitto con un costo apri ad un milione l’anno, alla precarizzazione di molti servizi del San Camillo, alla scomparsa dei servizi territoriali. Il Forlanini disponendo di un ampio parco potrebbe anche diventare la prima RSA pubblica di Roma. È stato osservato che nelle ultime settimane anche la Cgil – ed in particolare lo SPI-Cgil – ha iniziato ad essere molto più severa sulla politica sanitaria della Regione con documenti e proposte che criticano la politica sanitaria fin qui portata avanti dalla Giunta Zingaretti;
  • il Covid-19 ha introdotto in misura larga il lavoro da remoto. Questo rimarrà una caratteristica anche per il nostro futuro sia pure in misura minore, in particolare per le funzioni impiegatizie e per le pubbliche amministrazioni. La città dovrà cambiare assetto, diventare multicentrica. Il centro storico stesso subirà importanti cambiamenti. È stata anche richiamato l’esempio dei limiti posti dalla sindaca Ada Colau di Barcellona al dilagare del fenomeno dei B&B. Insomma, la crisi può diventare anche un’occasione da non sprecare per dare un diverso assetto a Roma;
  • la costruzione di un progetto per Roma basato su 4 diritti fondamentali: alla salute, all’abitare, all’istruzione, alla mobilità, in un’ottica di ecologia integrale, di una riconversione ecologica della città. I nuovi diritti sociali da rivendicare per rendere le periferie vivibili devono collocarsi all’interno di una città che si inserisce nel paradigma culturale dell’ecologia integrale;
  • anche le nostre città devono attrezzarsi per rispondere ai cambiamenti climatici e le uniche possibilità di mitigazione, oltre ad una mobilità più sostenibile e al miglioramento dell’efficienza energetica delle abitazioni, stanno nella costruzione di cinture verdi intorno agli abitati, parchi urbani, viali alberati e percorsi protetti. Il patrimonio ambientale del nostro Municipio, oltre alle ville ben note (Villa Pamphilj, Villa Sciarra, …), peraltro poco curate, comprende due casi di completa assenza da parte delle autorità cittadine: la Valle dei Casali e l’azienda agricola comunale di Castel di Guido di 2.000 ettari;
  • il futuro della città dipende anche dallo sviluppo e dalle ricadute del gigantesco apparato che produce conoscenza e cultura (università, ricerca, produzione culturale e industrie creative prima di tutto) di cui Roma è incredibilmente ricca e di cui troppo poco si parla;
  • tutte queste tematiche si intrecciano con la creazione di lavoro qualificato e utile alla cittadinanza;

Infine, si è convenuto che occorre costruire un’aggregazione di forze non solo per la prossima scadenza elettorale comunale, ma per produrre lotte ed iniziative unitarie prima e dopo tale data, procedendo per così dire su due gambe:

  • quella delle mobilitazioni su questioni concrete (come la sanità pubblica e il riconoscimento del ruolo delle associazioni di volontariato) iniziando con la partecipazione alle manifestazioni delle reti sociali sabato 20 alle ore 11 in Campidoglio e quella per la sanità pubblica di fronte alla Regione Lazio venerdì 26 giugno alle ore 15;
  • quella dell’elaborazione di un progetto per ricostruire Roma.

Utile, a quest’ultimo riguardo, sarebbe raccogliere la proposta di Antonio Castronovi di indire una sorta di costituente cittadina, non solo e non tanto sui “mali di Roma”, come fece il cardinale Poletti nel lontano 1974, ma per iniziare ad elaborare un progetto per “Ricostruire Roma”.

Si è convenuto di riconvocarci per un incontro con Antonio Castronovi, autore dell’articolo ” Dove comincia la fine delle città” che allego

giovedì 25 giugno alle ore 17,30 sempre a questo indirizzo:

https://meet.jit.si/Roma21xii

ATTENZIONE: nell’indirizzo la “R” di Roma deve essere maiuscola!

 

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