Taglio dell’obbligo di stanziare il 34%dei fondi di investimento al Mezzogiorno

È circolato un po’ di giorni fa  sulla stampa una bozza di documento:”L’Italia e le risposte al Covid 19″, elaborato dal DIPE ( Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica).
A pag. 130 della bozza si leggeva  la proposta di sospendere la norma che dal 2016 prevede il rispetto della quota del 34% nel riparto delle risorse da destinare per investimenti al Mezzogiorno.
Dal 2000 infatti alle regioni meridionali sono stati erogati circa il 26%dei fondi disponibili, una percentuale inferiore a quella spettante in proporzione al numero di abitanti e negli anni ciò ha contribuito grandemente ad allargare il divario tra Nord e Sud , un divario che produce differenze enormi, ad esempio la spesa sanitaria pro capite è di 184 euro per chi abita a Bolzano, di 84 per chi vive in Emilia Romagna, di 23 per chi risiede in Campania e di 18 per una cittadina o un cittadino della Calabria. Si tratterebbe quindi dell’ennesimo scippo, con la scusa dell’emergenza Coronavirus, perpetrato ai
danni di quei territori che invece maggiormente hanno bisogno di essere rafforzati.
Parliamo di fondi destinati alla sanità, alle scuole , alle periferie, ai trasporti, alle strade ed alle opere pubbliche, all’ambiente, è impensabile, ancora una volta, privilegiare il Nord e affossare in questo modo per sempre le prospettive di crescita e di sviluppo del Mezzogiorno.
Per  fortuna abbiamo poi letto  dichiarazioni  del Ministro per il Sud Giuseppe Provenzano,  nettamente contrarie alla decisione di sospendere la riserva del 34%, e si sono registrate anche positive iniziative di numerosi parlamentari del Pd e del Movimento 5 stelle eletti nelle regioni meridionali.
È indispensabile, se già non è stato fatto, che la bozza del Dipe venga prontamente emendata, non vorremmo che si preferisca indebitarsi in maniera insostenibile, accettando le regole capestro dell’Unione Europea, per poi pensare di recuperare risorse dai territori più fragili, aggravando cosi le attuali diseguaglianze.
È un momento drammatico, la ripresa si costruisce insieme, solo nel rispetto della giustizia sociale, della promozione di tutti territori e dell’unità del nostro paese.
Melinda Di Matteo