VENEZUELA: IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA APERTA DI NOAM CHOMSKY ED ALTRI

Venezuela - Il testo intergrale della lettera aperta di NOAM CHOMSKY ED ALTRI

Venezuela - Il testo intergrale della lettera aperta di NOAM CHOMSKY ED ALTRI

(tratto da pagina12.com.ar, quotidiano argentino)

 

“Col riconoscimento del presidente dell’Assemblea Nazionale Juan Guaidó come nuovo presidente del Venezuela, riconoscimento illegale secondo la Carta della OEA (Organizzazione degli Stati Americani, ndt), il governo di Donald Trump ha accelerato la crisi politica del Venezuela con la speranza di dividere i militari venezuelani e polarizzare ancor più la popolazione obbligandola ad optare per una delle parti”.

Così si esprime un gruppo di 70 intellettuali, esperti e storici americani e latino-americani in una lettera aperta nella quale definiscono la propria posizione rispetto all’attuale situazione venezuelana e sollecitano duramente l’amministrazione di Donald Trump a non interferire nella politica interna venezuelana e appoggiare un dialogo tra il chavismo e l’antichavismo.

 

Di seguito il testo completo della lettera aperta.

 

Il Governo degli Stati Uniti deve smetterla di interferire nelle questioni interne del Venezuela, in particolare nei suoi intenti di abbattere il governo di questo Paese. E’ quasi certo che le iniziative dell’amministrazione Trump e dei suoi alleati regionali peggioreranno la situazione in Venezuela, cosa che porterà ad una sofferenza umana non necessaria, alla violenza e alla instabilità.

La polarizzazione politica del Venezuela non è una cosa nuova: il Paese è rimasto diviso per molto tempo in termini razziali e socioeconomici. Però la polarizzazione si è approfondita negli ultimi anni. Ciò si deve in parte all’appoggio degli Stati Uniti ad una strategia dell’opposizione volta a destituire il governo di Nicolas Maduro con mezzi extra elettorali. Sebbene l’opposizione si è divisa su questa strategia (importanti settori di essa la hanno avversata, ndt), l’appoggio degli Stati Uniti ha sostenuto i settori della linea dura, nel loro obiettivo di abbattere il governo Maduro attraverso proteste e manifestazioni violente, un colpo di stato militare o altre vie che eludessero la via elettorale.

Sotto l’Amministrazione Trump, la retorica aggressiva contro il governo venezuelano ha raggiunto un livello più estremo e di minaccia, con i funzionari dell’amministrazione che parlavano di “intervento militare” e di condanna del Venezuela, che, assieme a Cuba e al Nicaragua, rappresenterebbero l’”asse della tirannia”.

I problemi risultanti dalle politiche del governo venezuelano sono stati peggiorati delle sanzioni economiche degli Stati Uniti, sanzioni che sarebbero illegali sotto il profilo dei parametri dell’OEA (Organizzazione degli Stati Americani, ndt) e dell’ONU, così come secondo gli stessi parametri della legislazione degli Stati Uniti, e di altri trattati e convenzioni internazionali.

Queste sanzioni hanno ridotto i mezzi attraverso i quali il governo venezuelano avrebbe potuto uscire dalla recessione economica, e, al medesimo tempo, hanno causato una drammatica caduta nella produzione di petrolio e il peggioramento della situazione economica, causando la morte di molte persone che non hanno potuto accedere ai farmaci che avrebbero potuto salvare loro la vita. Ed invece, i (diversi, ndt) governi degli Stati Uniti continuano a incolpare esclusivamente il governo venezuelano per il danno economico, incluso quello provocato dalle sanzioni statunitensi.

La realtà è che, a partire dall’iperinflazione, dalla scarsità (di beni, ndt) e da una profonda recessione, il Venezuela continua ad essere un paese fortemente polarizzato. Gli Stati Uniti e i loro alleati devono smetterla di alimentare la violenza facendo pressione per un cambio di regime violento ed extralegale.

Se l’amministrazione Trump e i suoi alleati continuano il loro corso imprudente in Venezuela, il risultato più probabile sarà il versamento di sangue, il caos e l’instabilità. Gli Stati Uniti dovrebbero aver appreso qualcosa dalle loro iniziative di “cambio di regime” in Irak, Siria, Libia e dalla loro lunga e violenta storia di patrocinio dei “cambio di regime” in America Latina.

Nessuna delle parti in conflitto in Venezuela può semplicemente vincere sull’altra. L’esercito, per esempio, ha almeno 235.000 componenti di prima linea e ci sono almeno 1,6 milioni di persone nella milizia. Molte di queste persone lotteranno non solo in base al principio della sovranità nazionale – che si mantiene ampiamente (vivo, ndt) in America Latina – di fronte a quello che sembra essere un intervento (esterno, ndt) diretto dagli Stati Uniti, ma anche per proteggersi da una possibile repressione se l’opposizione abbatte il governo con la forza.

E in simili situazioni, la unica soluzione è un accordo negoziato, come è accaduto in passato in alcuni paesi latino-americani, quando le società politicamente polarizzate non sono state in grado di risolvere le loro differenze attraverso le elezioni. Ci sono stati sforzi in tal senso, come quelli diretti dal Vaticano nell’autunno del 2016, che però non ricevettero l’appoggio di Washington e dei suoi alleati, che erano concentrati sull’unica ipotesi del cambio di regime. Questa strategia deve cambiare affinché sia dia una soluzione percorribile della crisi attuale in Venezuela.

Per il bene del popolo venezuelano, della regione e per il principio di sovranità nazionale, questi attori internazionali devono appoggiare la negoziazione tra il governo venezuelano e i suoi oppositori, in modo da permettere che il paese esca finalmente dalla sua crisi politica e economica.”

 

(traduzione Rodolfo Ricci, per Cambiailmondo.org)

 

 

Firmato:

 

Noam Chomsky, Profesor Emérito, MIT y Profesor Laureate, Universidad de Arizona

Laura Carlsen, Directora, Programa de las Américas, Centro de Política Internacional

Greg Grandin, profesor de historia, Universidad de Nueva York

Miguel Tinker Salas, profesor de Historia de América Latina y Estudios Chicano / a Latino / a en Pomona College

Sujatha Fernandes, profesora de economía política y sociología, Universidad de Sydney

Steve Ellner, editor gerente asociado de Perspectivas de América Latina

Alfred de Zayas, ex experto independiente de la ONU sobre la promoción de un orden internacional democrático y equitativo y único relator de la ONU que visitó Venezuela en 21 años

Boots Riley, escritor / director de Sorry to Bother You, músico

John Pilger, periodista y cineasta

Mark Weisbrot, codirector del Centro de Investigación Económica y Política

Jared Abbott, PhD Candidate, Departamento de Gobierno, Universidad de Harvard

Dr. Tim Anderson, Director, Centro de Estudios Contra Hegemónicos

Elisabeth Armstrong, profesora del estudio de mujeres y género, Smith College

Alexander Aviña, PhD, Profesor Asociado de Historia, Universidad Estatal de Arizona

Marc Becker, profesor de historia, universidad estatal de Truman

Medea Benjamin, Cofundadora, CODEPINK

Phyllis Bennis, Directora de Programas, New Internationalism, Institute for Policy Studies

Dr. Robert E. Birt, profesor de filosofía, Bowie State University

Aviva Chomsky, profesor de historia, Universidad Estatal de Salem

James Cohen, Universidad de París 3 Sorbonne Nouvelle

Guadalupe Correa-Cabrera, Profesora Asociada, Universidad George Mason

Benjamin Dangl, PhD, editor de Hacia la libertad

Dr. Francisco Dominguez, Facultad de Ciencias Sociales y Profesionales, Universidad de Middlesex, Reino Unido

Alex Dupuy, John E. Andrus Profesor de Sociología Emérito, Universidad de Wesleyan

Jodie Evans, Cofundadora, CODEPINK

Vanessa Freije, profesora asistente de estudios internacionales, Universidad de Washington

Gavin Fridell, Cátedra de Investigación de Canadá y Profesor Asociado en Estudios de Desarrollo Internacional, St. Mary’s University

Evelyn González, Consejera, Montgomery College

Jeffrey L. Gould, Profesor Rudy de Historia, Universidad de Indiana

Bret Gustafson, profesor asociado de antropología, Universidad de Washington en St. Louis

Peter Hallward, profesor de filosofía, Universidad de Kingston

John L. Hammond, profesor de sociología, CUNY

Mark Healey, Profesor Asociado de Historia, Universidad de Connecticut

Gabriel Hetland, profesor asistente de estudios latinos de América Latina, el Caribe y los Estados Unidos, Universidad de Albany

Forrest Hylton, Profesor Asociado de Historia, Universidad Nacional de Colombia-Medellín

Daniel James, Bernardo Mendel Cátedra de Historia Latinoamericana

Chuck Kaufman, Co-Coordinador Nacional, Alianza por la Justicia Global

Daniel Kovalik, profesor adjunto de derecho, Universidad de Pittsburgh

Winnie Lem, profesora, Estudios de Desarrollo Internacional, Universidad de Trent

Dr. Gilberto López y Rivas, Profesor Investigador, Universidad Nacional de Antropología e Historia, Morelos, México

Mary Ann Mahony, profesora de historia, Universidad Estatal de Connecticut Central

Jorge Mancini, Vicepresidente, Fundación para la Integración Latinoamericana (FILA)

Luís Martin-Cabrera, Profesor Asociado de Literatura y Estudios Latinoamericanos, Universidad de California San Diego

Teresa A. Meade, Florence B. Sherwood Profesora de Historia y Cultura, Union College

Frederick Mills, profesor de filosofía, Bowie State University

Stephen Morris, profesor de ciencias políticas y relaciones internacionales, Middle State State University

Liisa L. North, profesora emérita, Universidad de York

Paul Ortiz, Profesor Asociado de Historia, Universidad de Florida

Christian Parenti, Profesor Asociado, Departamento de Economía, John Jay College CUNY

Nicole Phillips, profesora de derecho en la Universidad de la Fundación, Dra. Aristide Faculté des Sciences Juridiques et Politiques y profesora adjunta de derecho en la Facultad de Derecho de la Universidad de California en Hastings

Beatrice Pita, profesora del Departamento de Literatura de la Universidad de California en San Diego

Margaret Power, profesora de historia, Instituto de Tecnología de Illinois

Vijay Prashad, Editor, El TriContinental

Eleanora Quijada Cervoni FHEA, facilitadora de educación del personal y mentora de EFS, Centro de Educación Superior, Aprendizaje y Enseñanza en la Universidad Nacional de Australia

Walter Riley, abogado y activista

William I. Robinson, profesor de sociología, Universidad de California, Santa Bárbara

Mary Roldan, Dorothy Epstein Profesora de Historia Latinoamericana, Hunter College / CUNY Graduate Center

Karin Rosemblatt, profesora de historia, Universidad de Maryland

Emir Sader, profesor de sociología, Universidad del Estado de Río de Janeiro

Rosaura Sánchez, profesora de literatura latinoamericana y literatura chicana, Universidad de California, San Diego

TM Scruggs Jr., Profesor Emérito, Universidad de Iowa

Victor Silverman, profesor de historia, Pomona College

Brad Simpson, Profesor Asociado de Historia, Universidad de Connecticut

Jeb Sprague, profesor de la Universidad de Virginia

Christy Thornton, profesora asistente de historia, Johns Hopkins University

Sinclair S. Thomson, Profesor Asociado de Historia, Universidad de Nueva York

Steven Topik, profesor de historia, Universidad de California, Irvine

Stephen Volk, profesor de historia emérito, Oberlin College

Kirsten Weld, John. L. Loeb Profesor Asociado de Ciencias Sociales, Departamento de Historia, Universidad de Harvard

Kevin Young, profesor asistente de historia, Universidad de Massachusetts Amherst

Patricio Zamorano, académico de estudios latinoamericanos; Director Ejecutivo, InfoAmericas

 

 

 

 

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